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[Trad-WDoI] L’origine di Zahhak, l’albero della vita sumero, i corvi di Odino e i Chud degli Urali

SaqqaraNox

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Oct 9, 2021
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The Origin of Zahhak, the Sumerian Tree of Life, Odin’s Ravens and the Ural Chud

Da:
White Death of Islam - Babylon The Great


L’origine di Zahhak, l’albero della vita sumero, i corvi di Odino e i Chud degli Urali

Gli ebrei stanno completamente rubando e distorcendo soprattutto le cose che li minacciano di più. La domanda più importante che mi tormenta riguardo l’immagine di Zahhak, e che tormenta tutto il Medio Oriente che cerca di risvegliare le sue radici, è come l’immagine più importante del Serpente di Satana di tutti i tipi di antica religione Satanica sia diventata il simbolo del nemico che ha dato origine alla razza ebraica, né più né meno, e che le ha dato le tre religioni ebraiche; in altre parole, fu rubata per trasformarla in un geova.

Zahhak è soprattutto un simbolo di una forza gigantesca e molto pericolosa, come il Serpente/Drago di qualsiasi altra leggenda. Il Serpente slavo o lo Zmei Gorynych delle leggende russe era raffigurato in modo molto simile, cioè come un Serpente a tre teste. La cosa più interessante del Serpente Gorynych (Gorynych racchiude il significato di tre parole: montagna, processo di costruzione, città e, prima di tutto, fuoco ardente – si veda spiegazione sotto) è che in quelle terre, dove esistevano le fiabe su di lui, non c’erano montagne, almeno non alte. Le montagne più alte della Russia sono gli Urali e l’Altaj. Lì queste immagini sono conosciute con altri nomi. Nel libro Sole Nero degli Slavi ho già menzionato come le parole russe Гора (“Gora”, che significa montagna), Город (“Gorod”, cioè città), Городить (Gorodit’, cioè costruire città, mettere molte cose insieme in un mucchio o in un luogo), e anche Гореть (Goret’, cioè bruciare, essere bruciato) siano tutte collegate dalla radice comune “gor”. Esse sono tutte unite dall’implicazione del Serpente di Satana, il Serpente GORynich, che ascende lungo la spina dorsale, il cui simbolo tradizionale sono le città e le montagne, ed è caldo come il fuoco.

E così, le montagne davvero alte come gli Urali e l’Altaj avevano altri nomi per esseri simili nelle fiabe che vi si raccontavano, e di questi esseri ce n’erano molti di più. È proprio da lì che provengono le leggende più impirtanti, oggi conservate soltanto nelle immagini ritrovate nel terreno e nelle credenze delle tribù locali non ariane, come i Selkup e i Khanty-Mansi. Vale a dire, riguardo a lucertole (draghi, cioè dinosauri relitti, coccodrilli relitti). Queste grandi leggende risalgono a un popolo semi-leggendario noto come Chud. Ciò che li unisce al tema di Babilonia la Grande e alla religione dei Magi è il loro stesso nome: Chud significa letteralmente “Popolo dei Magi”, perché deriva dalla parola russa Чудо (Chudo, ossia “miracolo”), o dalla radice kud, presente in termini come kudesnik, cioè “mago, stregone”.

Di seguito introdurrò come queste lucertole venivano tradizionalmente raffigurate e si vedranno le somiglianze estreme con il modo in cui Zahhak veniva raffigurato. Il tema dei due Serpenti o del Drago a tre teste. Qui, ovviamente, si intendono Ida e Pingala. Si dice che questi due Serpenti proteggessero Zahhak. Essi si avvicinavano ai suoi Chakra delle tempie, sporgendo dalle spalle e formando la forma di un cuore. Due creature sono raffigurate in modo molto simile intorno alla terza negli artefatti permiani. Questi non devono essere necessariamente Serpenti: molto spesso vengono raffigurati uccelli o altre creature simili a lucertole o a uccelli, oppure persino figure umanoidi, i cosiddetti uomini-alce, che circondano un uomo, un uccello o un altro uomo-alce. Le tre creature possono essere abbastanza simili e in generale appartengono alla stessa specie; ricordiamo che lo stesso Zahhak era considerato un Drago, non troppo diverso dai Serpenti sulle sue spalle. Si possono trovare creature dello stesso tipo, come un uccello a tre teste, oppure con teste aggiuntive simili a quelle di un uccello sulle spalle. Può trattarsi di un uomo circondato da due figure umanoidi, o con due teste umane sulle spalle. Può trattarsi di un uomo, può trattarsi di una donna. Molto spesso vi è un gesto tipico di tutta l’antichità, e in particolare dello stile animalistico: le mani sul Chakra sacrale o, meno frequentemente, sui Chakra solare e sacrale. Talvolta si tratta di due persone che sussurrano qualcosa nelle orecchie di una terza persona, al centro tra di loro – ancora un riferimento ai Chakra delle tempie e all’incontro delle due Nadi attraverso di essi.

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Le figure si ergono per lo più sopra a delle lucertole o ad altri animali simili a lucertole, che hanno lo stesso significato generale della lucertola. La lucertola è il potere del Serpente su cui tutto si regge. In Egitto, ciò è testimoniato nel mito della Dea Ammit, tradizionalmente raffigurata come un coccodrillo, a cui le Lucertole dei Chud assomigliano molto. In Egitto, il popolare Dio coccodrillo è anche Sebek. Si possono approfondire le proprietà misteriose di poteri simili nel mondo antico qui:

Ammit e Tiamat

Il punto è che si tratta di tre esseri, due dei quali circondano uno leggermente diverso da loro, ma che di solito ha qualcosa in comune con essi, tutti insieme in piedi su un coccodrillo o una lucertola, generalmente racchiusi nell’Ouroboros o in qualche modo avvolti dal Serpente del mondo; le loro teste o la parte superiore spesso rinascono come teste di uccello, oppure presentano teste o ali aggiuntive da uccello, o entrambe le cose; il senso è che la parte superiore possiede attributi da uccello, mentre la parte inferiore ha attributi da lucertola. Spesso i due esseri che circondano quello centrale sono più simili a uccelli verso la parte superiore, con una figura più umanoide al centro. Talvolta le due creature circondano anche solo un volto, o un volto all’interno di un uccello, come accade spesso - e ciò è molto caratteristico dello stile animalistico - a livello del torso di un uccello, sormontato da tre teste dello stesso uccello.

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Sopra si vede una lucertola a due teste vista dal basso, o addirittura due ragni, due esseri umani nella zona delle spalle, il tutto avvolto nell’Ouroboros. Dalla testa possono emergere altri volti, che richiamano l’8º o l’8º e 9º Chakra, tradizionalmente attribuiti allo spazio sopra la testa. E questo spazio può avere anche ramificazioni aggiuntive a forma di uccelli, secondo gli Dèi. In altre parole, lucertole e serpenti si trasformano senza soluzione di continuità in uccelli e umani.

Ecco come venivano raffigurati i corvi Húgin e Múnin, Pensiero e Memoria, sulle spalle di Odino:

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In alto, un'immagine dei corvi di Húgin e Múnin sull'albero della vita. In basso, l'immagine tradizionale dell'albero della vita sumero; si notino i simboli accoppiati - le capre che pizzicano i rami superiori dell'albero della vita sono rivolte l'una verso l'altra, così come i serpenti Ida e Pingala dalle spalle di Zahhak e tutti i simboli accoppiati dello stile animalistico dei Perm Chud degli Urali di cui sopra. Si tratta ovviamente di variazioni dello stesso tema. Inoltre, più avanti si nota che anche gli Dèi sumeri erano raffigurati attorno all'albero della vita esattamente nello stesso modo. Si tratta chiaramente dello stesso messaggio, che si estende attraverso i millenni e cambia, arrivando persino a immagini blasfeme con l’avvento delle prime forme di abramismo.

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Perché un’allegoria assolutamente pagana di origine pagana ha formato la base della leggenda del male ebraico? Credo che, dati i reperti antichi che dimostrano che Ahriman e Zahhak erano venerati come Dèi nell’antico Iran, le innovazioni successive abbiano pervertito tutto questo per adattarlo al tentativo ebraico di rubare il potere del Serpente da noi e abusarne. L’antichissima leggenda delle lotte di potere e dell’uso di forze misteriose per il male risale a tempi troppo lontani, ed è per questo che l’opera di Wagner Il ciclo dell’Anello dei Nibelunghi e trame simili ci emozionano così tanto. Ed è per questo che questo tema unisce i Chud, i Sirtja (dalla parola Si)*, i Sid (Sid/Siddhi/Shi o Tuatha de Dannan) – Chud/Cud/Sid sembra essere una sola parola, anche cognata con la parola Qi, Shi o Siddhi in Estremo Oriente, che significa Potere spirituale misterioso, e tutti e due finirono oscurati in circostanze simili – le leggende di Odino e dell’Anello dei Nani Neri/Nibelunghi con le leggende dell’antico Iran. Questo è un tema indo-ariano comune di leggende, che risale fino a Babilonia e all’alba stessa della nostra civiltà.

*Il significato della parola “Sihirti” (“Sirti”, “Si-irti”) viene spiegato come derivato del verbo “Sihirtz” – acquisire un colore della pelle terroso, alienarsi, evitare, dal nome del scarabeo “Si” – l’anima del defunto si trasforma in esso, e infine da “Si” – un’apertura, un buco.

Fonte
 

Al Jilwah: Chapter IV

"It is my desire that all my followers unite in a bond of unity, lest those who are without prevail against them." - Shaitan

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